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Sana 2018: Agricoltura biodinamica in crescita. Ora subito ricerca e formazione

Per i Buyer internazionali è un’eccellenza dell’agricoltura biologica. Il buyer tedesco specializzato nel bio Denree (circa 1 miliardo di fatturato annuo) ha affermato al Sana che l’8% del suo fatturato è rappresentato dalla vendita di prodotti biodinamici e che la domanda è ben maggiore, per un fabbisogno del 20% da soddisfare. Proviene da aziende biodinamiche il 7% del prodotto venduto dal principale buyer specializzato italiano del biologico, dato in aumento, tanto che le aziende agricole che il buyer gestisce direttamente sono state tutte convertite alla biodinamica. La vendita del biodinamico sul mercato del biologico è dunque in proporzione molto maggiore rispetto al numero delle aziende. Le indagini che ha condotto sul consumatore italiano del bio rivelano che il prodotto biodinamico è preferito per qualità organolettiche, sicurezza e salubrità, fidelizzazione ad un metodo che è portatore di un valore aggiunto in termini di sostenibilità ed eticità.

L’agricoltura biodinamica in Italia è cresciuta costantemente negli ultimi anni tanto, che il nostro paese è il 3° produttore in Europa, dopo Germania e Francia e il primo esportatore al mondo. Secondo un’analisi Coldiretti, in Italia le aziende biodinamiche sono raddoppiate dal 2007 al 2017, ad applicare le metodiche biodinamiche sono almeno 4.500 realtà, ma solo un numero limitato (420 aziende per un’estensione di 12.830,14 ettari coltivati e circa 200 milioni di fatturato) riesce a conseguire la certificazione biodinamica Demeter. Il biodinamico cresce sopratutto nell’OTE ortofrutticola (oggi il 36% della SAU biodinamica), nella vitivinicola (35%) e nella cerealicola (21%). “Le sole nuove richieste di certificazione biodinamica del primo semestre del 2018 ammontano al 35% del totale dei già certificati – dichiara Carlo Triarico, presidente dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica e vicepresidente di Federbio – una crescita che ha imposto di infittire i controlli e la frequenza delle analisi (con una piattaforma tecnologica di controllo e certificazione in tempo reale), ma anche di creare un iter di formazione per supportare l’ingresso al marchio e un piano di ricerca e sviluppo per le aziende, temi posti al centro del convegno sulla biodinamica al Sana”. Nello stesso semestre solo un numero pari al 10% delle richieste pervenute ha acquisito la certificazione. I disciplinari dell’agricoltura biodinamica costituiscono infatti un’applicazione restrittiva dei regolamenti europei del biologico e solo le aziende di eccellenza riescono ad accedervi: il numero totale delle sostanze (concimi, ammendanti, antiparassitari e prodotti fitosanitari) ammesse dai disciplinari Demeter sono 10 a fronte delle 69 autorizzate nel bio dal regolamento CE 889\2008.

Il mercato dell’ortofrutta biodinamica regge per ora la concorrenza della Spagna (dove la biodinamica è in forte ascesa), grazie alle competenze, radicate dall’introduzione della biodinamica in Italia dai primi anni ’30. Ma per cogliere le tendenze di un mercato estero sempre più competitivo, serviranno investimenti in ricerca e formazione e la valorizzazione della biodinamica perché possa dare un indirizzo di sviluppo sano nel piano generale del biologico italiano.

Anche per questo l’Associazione Biodinamica, in collaborazione con Politecnico di Milano, Fondo Ambiente Italiano, ha predisposto un programma con esperti di grande profilo per il suo 35° convegno, dedicato alla ricerca e all’innovazione in agricoltura ecologica, un evento che si terrà a Milano, nell’aula magna del Politecnico, dal 15-15 novembre e che coinvolgerà aziende e tecnici da tutta italia.

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