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Corriere della Sera, 29 maggio 2016

Intervista di Francesco Di Frischia Corriere della Sera, 29 maggio 2016, «A rischio il mercato biologico». 
I dubbi e i problemi degli agricoltori

La voce di imprenditori che lavorano con metodi diversi (tradizionale, biologico e biodinamico) commentano la trattativa tra Usa e Ue. 

«Sarebbe sbagliato avere preclusioni su temi come lo scambio e il commercio internazionale, ma qui vedo obiettivi e modalità poco chiare. Si tratta di liberalizzazioni non sul piano tariffario. Ma la caduta di barriere di qualità, come i modi di produzione, la scelta di consumatori e produttori non sono discussioni che si possono fare in segreto».

È molto critico verso il Ttip, Carlo Triarico, il presidente dell’Associazione nazionale per l’agricoltura biodinamica.
Che rischi vede per le nostre aziende?

«Alcuni prodotti potrebbero essere prodotti e conservati con metodi fuorilegge in Italia, come l’uso di antibiotici per fare crescere il bestiame, da noi pratica vietata, ma permessa negli Usa. Temo l’abbattimento soprattutto delle differenze qualitative negli alimenti».

Il confronto tra esperti europei e americani è in corso.

«Si tratta di problemi reali che pesano ogni giorno sulla vita dei cittadini, ma tutto viene deciso da 200 lobbysti: c’è un’evidente crisi di democrazia. Il cambiamento globale richiede nuovi istituti democratici perché un gruppo non nominato dai cittadini non può decidere su questioni sulle quali nemmeno il Parlamento Europeo ha competenza diretta. Serve trasparenza per innalzare la qualità».

Solo in Italia si sono levate voci contrarie a questa intesa?

«No, anche in Francia e Germania stanno protestando. E i tedeschi sono i primi consumatori di prodotti biologici in Europa e a loro poco importa se la Germania avrebbe chiari vantaggi economici dal Ttip».

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